mercoledì 12 ottobre 2011

Un simbolo

In questi giorni difficili non solo per il nostro paese ma anche per l'intera Unione Europea mi e' venuta un'idea un po' strana: esporre la bandiera europea alla finestra.

La bandiera dell'EU e' un simbolo che ha valori comuni (per smettere di dividerci) e mille possibili interpretazioni (per tutelare il pluralismo). Ha dato liberta' di circolazione al "capitale" ma anche alle persone, ha finanziato un esercito europeo ma ha anche impedito ogni forma di ostilita' in un intorno ragionevole dei suoi confini. Ci ha reso piu' felici? Questa e' l'unica domanda da porsi. Secondo me si'. E se riconosciamo che tanti dei nostri momenti di felicita' si sono svolti su un tgv della SNCF, sul sito della ryanair in cerca di offerte, in un corso di lingue a imparare come si dice bella ragazza in tutte le 27 lingue dell'unione allora dobbiamo alzarci e difendere la nostra felicita'.

La bandiera e' appesa fuori casa (e ha stimolato interessanti conversazioni con vicini e passanti) e in universita'. Ovunque sostegno bipartisan. Soprattutto, sottolineo, da parte dei non europei: per loro l'area Schengen e l'idea di Europa sono da ammirare come un monumento e, anche se potrebbe essere solo frutto di suggestione post-coloniale, sono un sogno per loro stessi. Non puo' essere soltanto un'illusione creata dal debito pubblico.

Mi piacerebbe lanciare questo invito a quella che Beppe Severgnini definito la "generazione erasmus": esponiamo la nostra bandiera!

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