lunedì 13 settembre 2010

Amore velo

Mi aggrappo alla tazzina, quasi dovessi scivolare dal tavolo da un momento all'altro. Un espresso, "big" a detta del cameriere (tedesco ma decisamente turco all'aspetto), nel cui fondo di melassa nocciola sto giocando a specchiarmi. E' un locale molto pulito, anche il mio tavolo e' un bel tavolo pulito, di legno, in tono con le pareti beige e con un altro cameriere dall'aria sterile. C'e' un cane a qualche tavolo di distanza, due signori (padre e figlio?) che ridono davanti alla televisione, come abitassero ancora insieme, e stessero seguendo l'inizio del programma in prima serata mentre una donna in grembiule sparecchia, cercando di non fare troppo rumore.

Mi attira questa coppia fuori dalla finestra. L'islam e' una religione dove l'aspetto esteriore sembra rivestere una certa importanza. Lui e' giovane, con la barba particolarmente curata, il kaftano e quello strano cappello bianco tornito. Scarpe rigorosamente adidas. Lei lo tira da una parte, saltella e si tengono per mano, in una delle prime sere pungenti d'autunno. Una passeggiata dopo cena. Saltellano insieme, spensierati in una strada della Germania. Lei e' una strana figura scura, sembrerebbe una matrioska, o un acquilone. Ha un velo nero molto ricercato, una tunica stretta ricoperta da un largo mantello che si ripiega subito prima di terminare sotto le natiche, a chiudere la figura in un bozzolo scuro. Non riuscirei a scorgerne lo sguardo nemmeno a poca distanza, concede al mondo soltanto una piccola fessura intorno agli occhi. Saltella.

2 commenti:

Fabrizio ha detto...

Dov'eri?

Umbe from abroad ha detto...

A Dusseldorf, poco sotto l'Olanda